Welfare aziendale: guida per imprenditori

Welfare aziendale guida per imprenditori Daniele Cascavilla

In questo articolo parleremo di welfare aziendale.

E’ un tema molto caldo in questo periodo ma mi sono accorto che per un imprenditore, viste le tante informazioni che si trovano sul web, non è sempre facile fare il punto della situazione e, nello specifico, avere chiaro:

  • Cos’è il welfare?
  • Quali vantaggi ho se applico un piano di welfare aziendale nella mia azienda?
  • E’ utile per il mio caso specifico ricorrere a questo “famigerato” welfare?
  • Il welfare genera un risparmio del costo del lavoro?

Queste e altre domande di questo tipo troveranno risposta in questo articolo.

Questo articolo non spiegherà nel dettaglio tutte le sfaccettature del welfare aziendale ma darà tutte le informazioni che ad un imprenditore serve sapere per decidere se un piano di welfare può essere una soluzione per la propria attività.

Partiamo.

 

COS’E’ IL WELFARE AZIENDALE?

Il welfare aziendale è disciplinato dal Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) art. 51 e 100.

Il welfare aziendale è un accordo fra datore di lavoro e lavoratori dove il datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori un paniere di prestazioni, opere, servizi in natura ed in alcuni casi rimborsando le spese.

L’azienda, quindi, può acquistare beni, servizi, rimborsare spese per conto dei propri dipendenti.

Questi beni, servizi e spese possono essere i più variegati.

Tanto per fare qualche esempio:

  • spese locazione immobiliare;
  • spese alimentari
  • spese mediche
  • spese per figli (scuola etc.)
  • spese ricreative (teatri e viaggi palestra eventi sportivi)
  • etc.
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Si rivolge ai lavoratori dipendenti (e amministratori) per soddisfare le loro necessità bisogni erogando beni o (buoni spesa, buoni benzina etc.), servizi (voucher, palestra voucher viaggio) in alcuni casi rimborsi (libri scolastici; assistenza anziani etc).

La retribuzione del dipendente non necessariamente deve essere monetaria ma può essere elargita anche in maniera diversa (es. rimborsi spese o come nel caso del welfare la messa a disposizione del dipendente di servizi).

Queste modalità possono anche essere combinate fra di loro.

Il diritto del lavoro dice che: il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro.

Regola: erogazioni in natura = reddito di lavoro dipendente tutto ciò che il lavoratore percepisce in denaro o in natura

Qui entra in gioco il welfare aziendale che risulta essere una eccezione a questa regola.

Ma perché un imprenditore dovrebbe acquistare beni, servizi e anticipare spese per il proprio dipendente?

Come abbiamo visto, il welfare rientra fra le “eccezioni” di esclusione dal reddito di lavoro dipendente e quindi ci sono beni e servizi che non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente beneficiando di un vantaggioso trattamento fiscale e contributivo.

L’azienda, se applica un piano di welfare può godere di una esenzione previdenziale e fiscale sui beni, servizi e spese oggetto del piano di welfare.

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Il welfare ha una:
  • deducibilità totale del reddito d’impresa se riconosciuto su base contrattuale
  • deducibilità parziale del reddito d’impresa se riconosciuto volontariamente

L’obiettivo è ottenere un risparmio sia contributivo che fiscale per l’azienda e per il lavoratore.

Ma questi vantaggi non sono i soli.

Infatti il welfare favorisce la produttività, la motivazione e l’attaccamento del dipendente alla tua azienda aumentando, allo stesso tempo, la concorrenzialità della tua azienda rispetto alle altre.

Inoltre ti permette di ottimizzare dei costi.

Le aziende hanno la possibilità di aumentare le retribuzioni dei dipendenti offrendo beni e servizi senza accrescere il costo del lavoro con un risparmio dei contributi, riducendo di conseguenza il cuneo fiscale.

Inoltre il dipendente vedrà aumentare il potere di acquisto dei beni che sono erogati dall’azienda.

A questo proposito vedremo degli esempi che ti faranno capire perfettamente di cosa sto parlando.

IMPORTANTE: la detassazione dei premi si applica solo quando il piano di welfare sia indirizzato alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee degli stessi (es. tutti gli amministrativi)

Se invece è ad personam allora non si può beneficiare delle agevolazioni fiscali.

Tuttavia non ci sono ad oggi delle regole stringenti per quanto riguarda l’individuazione delle categorie.

Di conseguenza è abbastanza flessibile e permette una personalizzazione ampia che può portare l’imprenditore ad adattare lo strumento di welfare alle proprie esigenze.

 

QUANDO AD UNA IMPRESA CONVIENE APPLICARE UN PIANO DI WELFARE AZIENDALE?

Partiamo dal presupposto che avere un piano di welfare, in linea teorica, è sempre utile e genera sempre un ritorno per l’azienda. E qualora una azienda economicamente se lo possa permettere è sicuramente una soluzione che porta vantaggi.

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Ma il welfare è, ancora più utile, se non necessario quando:

1) Elargisci delle somme di denaro ulteriori alla retribuzione base (configurandole in busta paga con metodi “creativi”e non legali)

2) Quando elargisci premi di produttività

In questo caso pensare ad un piano di welfare è molto utile perché ti permetterebbe di configurare queste remunerazioni ulteriori alla paga base in maniera del tutto legale risparmiando sul carico fiscale e contributivo.

Il welfare è molto utile inoltre:

3) Se vuoi ridurre il cuneo fiscale e il carico fiscale. 

Questo perché, la quota elargita in welfare è deducibile e quindi si abbassa il cuneo fiscale.

Infine il welfare è utile se:

4) Vuoi migliorare la motivazione dei dipendenti;

5) Vuoi migliorare la competitività della tua azienda rispetto alle altre; 

6) Vuoi fidelizzare i dipendenti;

Questo perché un piano di welfare ti differenzia dalle altre aziende. Se dai dei benefici a tuoi dipendenti (in beni, servizi o copertura spese) ulteriori rispetto alla paga base questo creerà uno stacco immediato rispetto alle altre attività.

Un piano di welfare può anche diventare l’ago della bilancia che può far propendere un candidato meritevole a scegliere la tua azienda rispetto alle altre. La rende molto più competitiva.

Inoltre aumenta la soddisfazione e la motivazione del dipendente all’interno dell’attività, ti fidelizza il dipendente e migliora la capacità produttiva lavorativa.

Quindi, all’atto pratico, il welfare fa risparmiare sul costo del lavoro?

Si e no.

Il welfare non può sostituire la retribuzione base del dipendente prevista dal CCNL di riferimento.

Quella gli deve essere garantita.

Ma, il welfare aziendale è una forma di remunerazione ulteriore.

Se, ad esempio, la tua segretaria da CCNL guadagna 1200 euro non puoi diminuire la retribuzione base a 800 ed erogare il resto il welfare.

Quello che si può fare però è se, ad esempio, il tuo reparto amministrativo ha 1200 di paga base ma tu vuoi dare allo stesso reparto 1400 euro, per qualsivoglia motivo, allora si può impostare un piano di welfare che preveda che i 200 euro aggiuntivi possano essere elargiti in beni e servizi (soggetti a sgravi fiscali e contributivi).

Quindi, in questo caso, per strutturare un piano di welfare devi prevedere un budget ulteriore da stanziare per il tuo reparto dipendenti.

Il welfare genera sempre dei benefici, che sia sul piano economico, di competitività o entrambi gli aspetti.

Tuttavia ci sono alcuni casi in cui, se già elargisci somme di denaro ulteriori alla retribuzione base (es. premi di produttività) applicando un piano di welfare queste somme si convertiranno in un risparmio effettivo del costo del lavoro.

In caso contrario il welfare sarà un costo (con tutte le agevolazioni fiscali e contributive che abbiamo visto) che aumenterà la competitività della tua azienda.

 

CHI PUO’ BENEFICIARE DI UN PIANO DI WELFARE?

Si rivolge ai lavoratori dipendenti (e amministratori) per soddisfare le loro necessità bisogni erogando beni o (buoni spesa, buoni benzina etc.), servizi (voucher, palestra voucher viaggio) in alcuni casi rimborsi (libri scolastici; assistenza anziani etc).

Ma i beneficiari del piano possono essere anche e ad esempio:

  • Anche per i familiari
  • genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi
  • gli adottanti
  • i generi e le nuore
  • il suocero e la suocera
  • i fratelli e le sorelle germani o unilaterali
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QUALI BENI E SERVIZI SONO OGGETTI DI UN PIANO DI WELFARE?

I servizi, beni e rimborso dei costi che sono oggetto di un piano di welfare aziendale sono i più variegati.

Nel piano di welfare si individuano quali sono questi beni, servizi, costi che possono interessare al lavoratore e il lavoratore può decidere liberamente quali di questi farsi acquistare dall’azienda.

Ecco qualche esempio:

  • spese locazione immobiliare;
  • spese alimentari
  • spese mediche
  • Istruzione a rimborso
  • spese per figli (scuola etc.)
  • spese ricreative (teatri e viaggi palestra eventi sportivi)
  • Assistenza sanitaria integrativa
  • Buoni pasto
  • etc.

 

COME SI EROGA UN SERVIZIO DI WELFARE?

Il welfare può essere erogato in diversi modi anche mediante voucher.

L’importante è che sia l’azienda ad effettuare l’acquisto per i dipendenti.

Il web mette a disposizione diverse piattaforme che sono una sorta di “ecommerce” per dipendenti.

L’azienda inserisce la quantità di denaro che vuole elargire in welfare aziendale e ogni dipendente, con i propri accessi, può entrare nella piattaforma ed acquistare i prodotti, beni, servizi che vengono selezionati a monte.

Quindi un ecommerce di beni e servizi per i dipendenti e per l’importo che l’imprenditore ha messo loro a disposizione.

 

ESEMPI PRATICI DI RISPARMIO FISCALE E CONTRIBUTIVO SUL PREMIO DI PRODUTTIVITA’

Mettiamo il caso che tu stai erogando o hai necessità di erogare dei premi di produttività o di risultato ai tuoi dipendenti.

Come ormai saprai, questi premi rientrano nel reddito di lavoro dipendente e sono soggetti a tassazione e contribuzione.

Tuttavia, è possibile trasformare questo premio di risultato in welfare.

A questo punto i tuoi dipendenti non riceveranno più la quota in denaro ma riceveranno beni e servizi (pagati dall’azienda) a loro scelta e definiti nel piano di welfare.

Questa “trasformazione” porterà un grandissimo vantaggio economico a te datore di lavoro e un aumento importante del potere di acquisto per il dipendente.

Vediamolo con i numeri alla mano.

Tu vuoi erogare 2000€ di premio di produttività nel senso che vuoi stanziare quella cifra come premio per un tuo dipendente o per i tuoi dipendenti.

A questi 2000€ dovrai aggiungerne, però, altri 600€ (contributi a carico ditta).

Quindi, di fatto, il totale delle tue uscite per erogare un premio da 2000€ saranno di 2600 €.

Di questi 2600 però, nelle tasche del dipendente entreranno “solo” 1316€.

Il grafico ti spiega perché.

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Come vedi questa formula è onerosa per il datore di lavoro e il dipendente percepirà solo parte del premio che gli stai erogando.

Ma cosa succede se trasformiamo il premio di produttività in welfare aziendale?

Dei 2000€ che decidi di stanziare come welfare il dipendente riceverà: 2000€.

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Ebbene sì: tu avrai un risparmio di 600€ e il dipendente avrà oltre i 1316€ altri 600€ circa da spendere in beni e servizi (per un totale di 2000€ euro rispetto ai 1316€).

Ecco la reale convenienza di un piano di welfare.

Se fatto a dovere si può trasformare in uno strumento potente di risparmio e di miglioramento aziendale.

 

COME SI COSTRUISCE UN PIANO DI WELFARE?

Per costruire un piano di welfare devi rivolgerti ad un professionista esperto.

Un Consulente del lavoro esperto in welfare che possa buttare giù le basi per un piano personalizzato.

Ecco i punti chiave per la costruzione di un piano di welfare.

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1) Indagine sui bisogni dei lavoratori dell’azienda.

Di cosa hanno bisogno i tuoi dipendenti? A quali beni e servizi sono interessati? Cosa fanno nel tempo libero? Etc.

2) Creare il piano di welfare e le rispettive categorie di applicazione modulandole a seconda delle necessità dell’imprenditore;

A questo punto bisogna capire come formulare le categorie in modo tale da soddisfare pienamente l’idea e le esigenze dell’imprenditore

3) Scegliere le modalità di erogazione del welfare.

Come abbiamo visto il welfare può essere erogato in maniera diretta dall’azienda (anche con voucher) o attraverso una piattaforma che si occupa di welfare.

4) Parlare con i dipendenti e comunicare quali vantaggi il welfare porta con se.

Questa è una parte strategica. I dipendenti se non capiscono i reali vantaggi del welfare potrebbero guardarlo con scetticismo perché di fatto tu non gli stai dando dei soldi cartacei che possono spendere come vogliono ma gli stai dicendo “scegli fra questi beni/servizi”.

E’ chiaro che, come abbiamo visto, il vantaggio per loro è indiscusso perché hanno più potere di acquisto di quanto ne avrebbero con i soldi contanti.

Però bisogna essere abili nello spiegare questo meccanismo.

5) Monitoraggio fruizione piano di welfare

Una volta fatto bisogna monitorare che effettivamente il welfare venga goduto dai dipendenti.

Questo è, in estrema sintesi il welfare aziendale.

Adesso sei in grado di capire se il welfare può fare al caso tuo, quali sono i pro e quali i contro.

Se hai qualsiasi dubbio puoi contattarmi privatamente.

A presto!

Daniele

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